Passeggiata fenogliana 2019

“Nostro padre si decise per il gorgo, e in tutta la nostra famiglia soltanto io lo capii, che avevo nove anni ed ero l’ultimo”.

È uno degli incipit brucianti per cui è famoso Fenoglio, quello de “Il gorgo”: difficile abbandonare la lettura dopo un inizio simile.

È stato l’avvio anche della passeggiata fenogliana degli studenti di tutte le seconde del Cocito, appuntamento ormai tradizionale di ottobre.

Guidati dall’attore albese Paolo Tibaldi, che da anni profonde impegno per Fenoglio e per i nostri ragazzi, la passeggiata lungo strade e sentieri di S. Benedetto Belbo ha toccato luoghi essenziali nella narrativa fenogliana: oltre al gorgo del racconto omonimo, Cadilù di Pioggia e la sposa, il cimitero de Nella valle di San Benedetto, la “censa” di Placido de La malora. Le panchine di pietra sotto gli ippocastani della piazza del paese, dove l’autore era solito recarsi, hanno accolto anche i nostri studenti mentre leggevano Un giorno di fuoco e Ma il mio amore è Paco.

Un tessuto di luoghi, episodi e personaggi che innervano la vita e la scrittura di Fenoglio, per una volta non accostati in classe, ma visti con i propri occhi e “vissuti” attraverso le parole dell’autore, lette e interpretate dagli studenti stessi.

Cadilù: gli studenti leggono, affiancati da P. Ribaldi
Gruppo presso il gorgo del racconto omonimo
Due studenti leggono nella piazza degli ippocastani