Caro Diario,
la lezione dello scorso lunedì è stata molto intensa ed incentrata principalmente sulla concezione dello spazio e sul linguaggio del corpo.
In primo luogo, la lezione non si è aperta con la conversazione clinica, bensì con la continuazione del racconto dei nostri due aneddoti (uno vero e uno falso).
Successivamente, divisi a coppie, abbiamo fatto il gioco dello specchio in cui la lentezza e la tranquillità dei movimenti erano fondamentali. Poi, per rafforzare, o per iniziare a stabilire un contatto tra di noi, abbiamo messo in gioco la nostra fiducia verso il compagno di coppia, camminando ad occhi chiusi e facendoci guidare da lui (o da lei) che doveva avere l’accortezza di non farci scontrare con i vari ostacoli che potevamo incontrare.
Ho notato che, quando ero io ad essere la “guida”, i passi miei e della mia compagna erano quasi sincronizzati. Quando, invece, mi sono trovata a camminare con gli occhi chiusi, credevo che la stanza fosse enorme e questa sensazione è aumentata nel momento in cui si sono spente le luci, cosa che, seppur ad occhi chiusi, era molto percepibile.
Successivamente, in maniera individuale, abbiamo camminato per tutta la stanza cercando di non lasciare spazi vuoti; all’inizio tra noi non ci doveva essere alcuna interazione, poi un contatto visivo e alla fine fisico. Per aumentare la nostra concezione dello spazio, uno per volta, abbiamo camminato ad occhi chiusi verso una linea rossa cercando di non oltrepassarla o di non fermarci troppo presto.
Dopo di che, abbiamo dato sfogo alla nostra voce e alla nostra creatività interpretando una stessa frase con tre intenzioni diverse e, successivamente, utilizzando una bottiglia come un oggetto di scena, la regola era una: poteva essere tutto fuorché una bottiglia!
Ci siamo poi concentrati su una citazione di Battiato: “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.
Infine, caro diario, ti svelo un segreto! Le future sei lezioni saranno davvero particolari; scoprirai il perché il prossimo lunedì.
Flavia Rando